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Le microcredenziali verso la certificazione delle competenze

Agenzia per il lavoro

Microcredenziali: riconoscimento e la certificazione delle competenze

02 ott 2023

Nell’ultimo anno, sulla scorta dell’input fornito dalla Raccomandazione UE sulle microcredenziali, il mondo della formazione ha iniziato ad interrogarsi sulle modalità di certificazione delle stesse, per garantire il riconoscimento delle competenze acquisite con brevi esperienze di apprendimento. In questo articolo, esploreremo il concetto di microcredenziale e di digital badge, il loro ruolo nell'ambito del riconoscimento delle competenze e come stanno cambiando il panorama educativo e professionale.

Perché è importante riconoscere le competenze derivanti dalle “piccole” esperienze di apprendimento?

La transizione verde e digitale, alla quale stiamo assistendo in modo sempre più dirompente, richiede un investimento nelle proprie competenze, tramite l’acquisizione di nuovi saperi e know-how, per giocare un ruolo attivo nella vita civile e professionale. Accanto a ciò, si rileva che una delle maggiori sfide che le imprese e i datori di lavoro europei devono affrontare è un’offerta insufficiente di competenze adeguate nel mercato del lavoro, per cui, la necessità di ripensare l’oggetto, i luoghi e gli spazi dell’apprendimento ha accelerato, in tutta Europa, il ricorso ad esperienze formative mirate, che si focalizzino su flessibilità e interesse del discente.

Riuscire a tracciare e rendere visibili le competenze acquisite attraverso tali percorsi, come quelli che si realizzano nell’ambito della formazione continua e che vengono finanziati dai Fondi Interprofessionali, ha un enorme potenziale: è in questo contesto che nascono le cosiddette “microcredenziali”, che consentono di acquisire in modo mirato abilità e competenze adatte ad esigenze sempre nuove, senza sostituire le qualificazioni tradizionali, anzi, integrandole di quelle componenti che contribuiscono al loro aggiornamento continuo per un mercato del lavoro in costante evoluzione.

Le microcredenziali, infatti, certificano i risultati formativi di una breve esperienza di apprendimento e costituiscono un modo flessibile e mirato per aiutare le persone a sviluppare le conoscenze, abilità e competenze di cui hanno bisogno per la loro crescita personale e professionale.

 

Cosa sono le microcredenziali e qual è l’approccio europeo in merito?

Il 16 giugno 2022 il Consiglio dell'Unione europea (UE) ha adottato una Raccomandazione per un approccio europeo alle microcredenziali per l'apprendimento permanente e l'occupabilità, allo scopo di sostenere lo sviluppo, la realizzazione e il riconoscimento delle microcredenziali, a livello trasversale, tra istituzioni e imprese di diversi settori, al di là dei confini nazionali.

Tuttavia, senza norme comuni che garantiscano la qualità, la trasparenza, la comparabilità, il riconoscimento e la trasferibilità delle microcredenziali tra i diversi Paesi europei, non sarà possibile sfruttarne appieno le potenzialità.

Occorre dunque un investimento su standard qualitativi e di trasparenza, che alimenti la fiducia reciproca di chi eroga la formazione e di chi nel mercato del lavoro deve poter valutare in cosa consistono le microcredenziali.

La Raccomandazione UE fornisce alcune definizioni essenziali per la piena comprensione del concetto di “microcredenziale” e del loro recepimento a livello nazionale da parte dei diversi operatori interessati:

  • "microcredenziale": la registrazione dei risultati dell'apprendimento ottenuti da un discente in seguito a un piccolo volume di apprendimento. Tali risultati dell'apprendimento saranno stati valutati in base a criteri trasparenti e chiaramente definiti. Le esperienze di apprendimento volte al conseguimento di microcredenziali sono concepite per fornire al discente conoscenze, abilità e competenze specifiche che rispondono a esigenze personali, culturali, della società o del mercato del lavoro. Il discente è titolare delle microcredenziali, che possono essere condivise, sono trasferibili e possono essere indipendenti o combinate in credenziali più ampie. Sono sostenute da una garanzia della qualità che segue norme concordate nel settore o nell'area di attività pertinente;

  • "erogatore di microcredenziali": gli istituti e le organizzazioni di istruzione e formazione, le parti sociali (ossia le organizzazioni che rappresentano i lavoratori e i datori di lavoro), i datori di lavoro e l'industria, le organizzazioni della società civile, i servizi pubblici per l'impiego (SPI) e le autorità regionali e nazionali, come pure altri tipi di attori che progettano, realizzano e rilasciano microcredenziali per l'apprendimento formale, non formale e informale. Ciò non pregiudica la legislazione e le circostanze a livello regionale e nazionale;

  • "portabilità": la possibilità per un titolare di credenziali di conservare le proprie microcredenziali in un sistema di sua scelta, di condividere la credenziale con una parte di sua scelta (nazionale o transnazionale) e per tutte le parti nello scambio di poter comprendere il contenuto e verificare l'autenticità delle microcredenziali; Ciò consente la portabilità nei settori dell'istruzione e della formazione e tra di essi, nel mercato del lavoro e tra paesi;

  • "cumulabilità": la possibilità di combinare, ove opportuno, diverse microcredenziali e accumularle logicamente una con l'altra. Le decisioni di "accumulare" o combinare le credenziali spettano all'organizzazione ricevente (ad esempio istituti di istruzione e formazione, datori di lavoro, ecc.), in linea con le proprie pratiche, e dovrebbero sostenere gli obiettivi e le esigenze del discente. L'accumulo non crea automaticamente il diritto a una qualifica o a un diploma. Tali decisioni sono adottate dalle autorità o dagli istituti regionali e nazionali in linea con le rispettive procedure di attribuzione;

  • "valutazione": il processo o il metodo utilizzato per valutare, misurare e infine descrivere i risultati dell'apprendimento individuali acquisiti in contesti formali, non formali o informali. La valutazione è effettuata dall'erogatore o da altri erogatori di valutazioni riconosciuti.

Come quadro di riferimento europeo, il quadro europeo delle qualifiche (EQF) è aperto a tutti i tipi e livelli di qualifiche e rappresenta lo standard comune di riferimento in materia di trasparenza, portabilità e comparabilità. Esso è aperto anche alle microcredenziali, se e ove queste sono prima contenute nei quadri nazionali delle qualifiche.

 

I digital badge: un possibile veicolo di riconoscimento delle microcredenziali

Il Digital Badge è attualmente lo strumento più moderno, che risponde in maniera adeguata, all’esigenza di rendere disponibili le informazioni riguardanti conoscenze, abilità, competenze e soft skills acquisite dal possessore del badge, anche in micro-esperienze di apprendimento, a diversi tipi di stakeholder.

Il Digital Badge supporta, oltre all’immagine esterna, dati, informazioni e contenuti multimediali che oggettivano le competenze attestate, grazie alla sua infrastruttura tecnologica e all’applicazione della Tecnologia Blockchain, che ne garantisce immutabilità e inalterabilità. Il Digital Badge può, inoltre, racchiudere al suo interno, materiale informativo o “istantanee” dell’esperienza vissuta, soddisfacendo quindi anche l’aspetto di “registrazione storica”, oltre che quello di documentazione della competenza, agevolando di fatto l’individuazione delle competenze, anche in ottica di IVC.

Il Digital Badge ha un grande valore divulgativo, in quanto può essere conservato in uno spazio web, pubblicato on line e condiviso sui principali social network, rispondendo così al principio della portabilità raccomandato dall’UE.

La prassi UNI/PdR 136:2022, cui devono rispondere i Digital Badge, prevede la possibilità, per tutti i soggetti che realizzano micro-occasioni di apprendimento formali, non formali e informali, di rilasciare 5 diverse tipologie di Badge:

  • OPEN BADGE: per attestare la partecipazione ad eventi collettivi quali seminari, visite aziendali, ecc. Non prevede evidenze a sostegno del conseguimento di nuove competenze o abilità. Riporta invece evidenze a testimonianza di regole che ne hanno condizionato l’acquisizione, come la partecipazione ad una soglia definita di presenza all’iniziativa.

  • COMPETENCE BADGE: per attestare il conseguimento di un risultato di apprendimento in termini di competenza acquisita in ambito formale, non formale o informale. Sono articolati al loro interno in descrittivi delle competenze e delle relative conoscenze e abilità acquisite. Prevedono evidenze a sostegno del passaggio di stato della persona grazie alle attività formative e/o esperienziale alle quali ha partecipato. Al suo interno è possibile attribuire dei livelli di EQF.

  • JOB DESCRIPTION BADGE: per la rappresentazione di un profilo professionale e/o ruolo organizzativo. Sono articolati al loro interno in descrittivi di conoscenze, abilità, competenze trasversali e competenze in relazione a processi di lavoro, compiti affidati, responsabilità delegate, codice etico e comportamentale.

  • FUNCTIONAL RECOLLECTION BADGE: rilasciato in esito a una attività di servizio finalizzata a una ricaduta occupazionale e/o riposizionamento professionale. Permette di raccogliere competenze/esperienze della persona attestate da badge o da altra documentazione. Indirizza la spendibilità sul mercato in esito a una attività di servizio di orientamento.

  • SOFT SKILL BADGE: per la rappresentazione delle soft skills della persona, il cui livello di presenza è misurato attraverso l’utilizzo di indicatori comportamentali precisi, osservabili e valutabili.

Le tipologie di badge sopra descritte possono, dunque, essere utilizzate per la valorizzazione del sapere generato e acquisito in tutti i contesti formativi ed esperienziali, sia esso rivolto verso l’esterno e/o verso i dipendenti di una organizzazione, anche in piccole occasioni di apprendimento, contribuendo in modo fondamentale ad attuare, soprattutto nei contesti di formazione continua, i principi alla base della Raccomandazione UE sulle microcredenziali.

 

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